| bebo's profileLa realtà D'ombraPhotosBlogLists | Help |
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March 24 ConfiniQuel mazzo di rose,
devastate dal tempo,
marciscono lentamente,
piangendo lacrime chiare di rugiada.
Questa corrente,
dolcemente fredda tra le fessure
segrete della stanza,
sibila gemendo
di fischi lontano.
E questa realtà
non riesci a distinguere,
senza contorni
intorno alla tua anima.
colori senza margine
si sovrappongono
gorgoglianti
in quel fondo di smarrimento
che gli occhi chiamano oceano.
I confini di te
al di fuori di te
si imbevono delle lacrime
torbide,
di un cielo inquinato
di riflessioni a bolla,
meduse molli
nel cielo veleggiano. March 20 IndottrinamentoScrivono, obbediscono e combattono. Silenziosamente corrotti dal sistema borghese che con irruenza segrega intimamente in una prigione di mediocrità, senza via di fuga, poiche non si trova nell'esistenza, ma la scolpisce lentamente dall'esterno.
Dett, sussurrando piano, le regole del gioco, strutturandolo con sagacia sulla emra legge del emrcato. Il sapere è un surrogato scartato come "non richiesto" dai commercianti di successo. Studia per divenire qualchuno, il sapere è utile come mezzo, realtà funzionale ad un bene superiore.
Ci credono, ed obbediscono a quella gara del "migliore", il cui metro di valutazione è il successo sopravvenuto, dimenticando l'essenza di quella prestazione, scordando anche solo l'apparire e inginocchiandosi, succhiando quel risultato così ambito, per giocherellare con il "mio", cancellando il proprio "io", dicotomizzando essere e avere, copulando tra essere e fare, obliando le stesse consocenze che hanno portato la pelle dell'uomo a sbiancarsi e a capitalizzarsi, più per il nome scomodo che per il contenuto.
Obbediscono alla regola e combattono, fronteggiano l'alterità smosse come cellule T di un multiorgasmatico sistema immunitario, una vittoria un piacere, ogni sconfitta una rimozione, isteriche anime di convinzione. Simulacri.
Copie di un orginale perso nella tempo, è dalla poca memoria dell'arrivista. La bottiglia di PandoraVibra nel vento
sulla fredda pietra.
Mai esaurita, un fondo
liquido riflette il sole
tingendolo di sanguigno.
Una storia celata
nelle impronte incise
di malinconia
nel vetro scuro.
Raccontata dall'abbandono,
sera che cambia,
canta cori di estasi
e bevuta gioia.
Evaporerai.
Nel sonno inquieto
di chi ha cercato
di dimenticare.
Coagulerai.
Nella mente ferma
del custode di realtà.
March 11 Nero fumoCandele di oppio e vaniglia nel buio.
Il cuore sciolto nell'odore dell'anima
contradditorio e violento.
Mi sento affogare negli istinti,
tra respiri dolci e saliva morbida.
Perdi il corpo e il tempo
in questo eterno presente di sensazioni.
Non sono più ciò che vedo,
ma intimamente saccheggiato,
la realtà non ha più sorgente.
Lentamente mi sento morire e rinascere
in te. Senza convinzioni e pensieri.
Solo in te.
In quell'aria densa, tra i tuoi occhi
e il collo, per la prima volta,
non sono stato più solo.
E' morta l'ennesima chimera,
di un'impalcatura destinata a crollare
nell'irrazionale, un crepuscolo di cera.
Un alito spense la magia,
che elettrica fuggì da noi,
in quel nero fumo incido il ricordo,
di una solitudine scomparsa nella notte. March 01 Empty paradiseQuando strappai, facendo penetrare a fondo le unghie nella carne, la matrice oleosa della realtà, un raggio di oblio mi sfondò l'anima, sublimando vorticosamente il tutto nella sua più totale essenza, sotto di me. Nausea, paura e ansia, con il desiderio di urlare incarcerato negli occhi bagnati, il conato di pianto teso nelle mani strette a pugno, tutto vibrava in una tensione senza valvola di sfogo. Ero solo, in un volo pindarico senza ritorno, in una non realtà che odorava di freddo e dei miei desideri più insanguinati. Tutto ciò che sonnecchiava in me, silenzioso ed assopito, lacerò il mio corpo fantasma, danzando con l'urlo fremente della mia coscienza. Emozioni e sensazioni, disagi e sorrisi, l'infinito orgasmo attraversò gli ultimi strati di pelle, colori amfetaminici negli occhi, statici e sconvolti ad un tempo. Rimase lievemente, un sapore agrodolce sulla lingua, dopo il grande spasmo. Un' ulteriore scossa partì da dentro, fermando l'affaticato fuggire del cuore dalla morte. Il corpo sussultò all'impatto. Silenzio. Miriadi di atomi di dissolserò nel nulla, corroborando di sangue il lacchè di silenzi che mi accompagnava. Speravo che tutto fosse finito, ma sopra alla materia, alle proiezioni, al metafisico stesso, si annida una nicchia di pensiero onnipresente, in cui la logica della causa viene meno, il confine tra l'entropico e l'ordinato si confonde con la luce, il nulla si traduce nel reale senza che questo possa sconvolgere nessuno. Perchè proprio di nessuno si tratta. Ed è qui che vorrei portare il mio mondo, "in quel nulla di straordinaria bellezza", in cui condizionamento è solo un suono, una parola e null'altro, in cui le sensazioni e le emozioni aleggiano sole, apoditiche ed intangibile, rimanendo desiderio, per i pensieri degli esseri esplosi. |
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