| bebo's profileLa realtà D'ombraPhotosBlogLists | Help |
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February 27 PiantoConoscevo il tuo dolore attraverso un' immagine evanescente.
Proiettavo inconsapevolemente il mio disagio in te, scarnificandolo dalla realtà.
Rendendolo compassione e tentativo. L'errore mi bruciò le pupille in quel momento.
I tuoi occhi velati alla mia fuga, si sciolsero nel male, colando cristallini sulle gote.
Il tuo dolore mi sommerse, bloccando il respiro, in quel mare senza fondo.
Affogai completamente nell'abbraccio che ci lega senza tempo,
mentre il tuo essere, rompeva le barriere di quello sguardo sicuro.
Inondando a valle, la mia coscienza.
Ed ora tutto è finito, i frammenti del momento ricomposti nell'abitudine,
rimane da ricostruire dentro me, quel flebile senso di colpa,
che non è riuscito a restare in vita nei pochi minuti di apnea.
Siamo gli unici, al di sopra del tutto,
feriti costantemente da arcieri invidiosi delle nostre ali.
Ti amo, sempre di più.
Non affogheremo mai nelle lacrime, se trasparenti e brillanti di luce.
February 17 Il suicidio di Caino"Per quanto ancora, miei piccoli signori, dovremmo stare qui a proferire parole mascherate sotto la lussuosa veste del più fine vaniloquio cordiale?
Solamente una persona su 10, in media, conserva nel proprio repertorio un argomento che mi potrebbe, a seconda dell'umore, interessare e rendere partecipe. Non stupitevi quindi del mio silenzio, non additatemi con le vostre unghie lunghe, ancora impolverate di coca.
L'essere sociali, miei cari confidenti, non è un pregio dell'uomo e nemmeno una qualità di vanto, ma solo una caratteristica, piccola cella nascosta nella parole "Educazione".
L'educazione infine, riferendomi a voi tutti e ai vostri imbarazzanti cappelli, è una sottilissima e trasparente forma di ipocrisia. Il collegamento alle due realtà è semplice e lineare, non starò quindi qui a sproloquiare su un argomento tanto semplice quanto noioso.
Non chiedo il vostro consenso per sostenere questa tesi, volevo solo comunicarvela, cercando di evitare così che evitiate di interromper eil mio sigaaro ed il mio Scotch con ghiaccio."
Così dicendo l'uomo si alzò dal suo letto di cartoni e brandelli di stoffa, guardò il sole diritto negli occhi per un istante. Chiuse poi i propri, si abbandonò per brevi momenti al vento di quella fredda mattina di Marzo. Nascose le mani spaccate e ruvide nelle tasche dei lunghi pantaloni infangati, calò il cappello sugli occhi scuotendo il capo, e si avviò lentamente verso la piazza, sussurrando tra sè le parole di una canzonetta per bambini in francese.
"Non c'è nulla oltre alle mie sensazioni, i miei pensieri e le mie emozioni. Detto questo, signore mio, le confesserò che non sono padrone nè delle prime, sottomosso completamnete ai secondi e divorato dalle ultime, come un pacco di carne trita in un formicaio della Repubblica del Congo sudoccidentale.
Chiedo perciò di perdonare mio gesto che apparentemente avventato e trascinato dall'ira più scura e funesta, è in realtà il più ponderato degli atti, in quanto in compelto accordo con colui che credo essere me stesso."
Le parole rimbalzavano tra la lingua e l'immaginazione dell'uomo, il sogno e la realtà si perdevano in una serie indefinita di negazione e autoconvincimenti, stimoli e tremori. Conclusa la frase, si guardò intorno, fissò un cane accoccolato al sole. Con quell'immagine incisa sulla cornea, estrasse un temperino dalla tasca capiente. Si lacerò prima il braccio sinistro, dal polso all'articolazione del gomito. Concluse la simmetria poi. Le vene stuprate vomitavano sangue sull'asfalto, isolando il corpo dalla strada, unendolo alle centinaia di occhi atterriti che si parallizzarono sulla scena.
"Non toccate il sangue di Caino, dalla terra che avete bagnato con il suo sangue, non ricaverete più frutti."
E cadde.
Genesi 4,15-16
-Chi ucciderà caino, sarà punito sette volte più severamente.
e il Signore mise un segno su Caino; se qualcuno lo incontrava non doveva ucciderlo.
Caino andò ad abitare nella terra di Nod, a oriente di Eden, lontano dal Signore. SecrezioniContamini e distorci la verità, che tu stesso un tempo hai negato, con il tuo progettare idiozie presenti, su cui non avremmo scommesso mai. Ho perso ancora l'ammontare del piatto. Ho barato per tutta la vita, emanando radiazioni velenose dalla gola, per pagare dieci volte tutto, a fine corsa. Vorresti poter invecchiare rimanendo giovane, affogare il dolore nel vino, senza vomitare l'ennesima bile. Lo stomaco si contorcerà sempre all'espellere dolore. La transumanza di una ferita, da una parte all'altra dell'esistenza. Sembra che ci sia un equilibrio tra i soldi che butto nel cesso, gli psicofarmaci che ti compri e i momenti senza tempo che trascorriamo camminando tra le onde di nausea sopra le nostre teste, intorno alla latrina mal lavata. Nei timpani batte ancora quel beat nevrastenico, puzza di sangue e saliva, l'aria in quei momenti. Vorrei vantare un sorriso diamantato e veritiero, ma quello che posso distribuirvi gratuitamente, senza troppa fatica, sono queste lacrime invisibili, che scavano e corrodono l'anima da dentro. Per tutto il resto rivolgetevi a tutte le persone che odio, che diversamente da me, non moiranno d'infarto, durante un orgasmo simultaneo con ogni realtà appartenuta al proprio spirito... February 12 LinguisticaSospeso tra il tutto ed un particolare infinitesimo. Sono ossessionato dal sibilare silente della parola giusta. Esplosione. Cospargere il mondo del mio essere, senza interpretazioni vaghe date da timbri e parole di sbarre e luci offuscate. Pensieri agonizzanti in bocche, livide di esperienza, garantite a vita, migliaia di stonature. Fuga. Lago. Spago. Imprigionato ancora, esplodere. Corrodendo l'amore da labbra cianotiche capaci solo di espettorare vapore. February 08 La cuccagna"La felicità è il superamento di una tensione" F. Nietzsche
Credo, in vita mia, di non aver mai sentito, generalizzazione più cruda e ignorante, seppur il pulpito dal quale proveniva, è asfalto per la mia esistenza
"Solcavo le onde dell'ansia, dimenticandomene ad ogni respiro. Intermittente l'angoscia e le paura, in proiezioni future del tutto improbabili, ma creandosi virtuosamente in piccoli cammei onirici. L'evento concreto si abbattè con audacia sulle mie membra preparate, si depositarono taglienti tra i pensieri opalini, risorgendo come successi, in osmosi dalla pelle, fluendo neri e colanti. Per quale maledizzione sciamanica non si riversava cristallina dal cielo, come pioggia di diamanti tra lo smalto del mio sorriso? Per qualce cazzo di sfortuna intrinseca al mio essere dananto, la realtà si trasformava in petrolio ustionante, cauterizzante le vene stesse?
quando ci si crede al di sopra delle aspettative stesse, lo si è realmente, ma si cade con certezza...2
February 05 Post MortemPost Mortem La solita alba cartonata, il solito risveglio singhiozzante, dall'alito nefasto. Gli stessi movimenti di sempre, le solite illusioni, stessi odori e colori, aspettative uguali al giorno prima e nulla di immutato. Ero tremendamente tranquillo. Un solo piccolo particolare turbava quella vissuta mattina. Ero morto. Una morte banale, accidentale, senza previsione, fiumi di lacrime dei parenti e degli amici, qualche rammarico di convenienza dalla gente che mi aveva incontrato sporadicamente il sabato mattina in enoteca. Un incidente in macchina, spavalderia su fondo ghiacciato. Nulla di straordinario. Gli ultimi ricordi di quella vita mediocre erano stati, nell'ordine che la mente mi suggerisce: un cubo di cannuncie multicolori, frementi dall'attesa di essere strette tra i denti ed eiaculare alcol, prive di orgasmo. Una strada asfaltata corteggiare sinuosamente alcuni pallazzi snob, dalle narici imbiancate di fresco. Nessuna luna nel cielo, qualche timida stella. Un cesso decorato di pomodori rigurgitati, un libro aperto sulla pagina bianca di introduzione. Sigarette, molte sigarette accese e nessuna spenta. Mi sentivo esattamente come una di quelle sigarette spente nel latte. Senza l'indomabile terrore della morte, sentivo esattamente come prima, ma mi percepivo all'opposto. Mi alzai e mi diressi allo specchio, respiravo lentamente ma non abbastanza. Il vetro si appanava inesorabilmente, lasciando trasparire una livida immagine di un morbido presente sconsociuto. Come autodidatta, scelsi i nuovi canoni di una bellezza galmour odiata. Uscii credendomi perfetto, questo mi bastava. Tutto normale, tranne l'assenza di adrenalina, in un'atarassica visione del reale che non mi coglieva da troppo tempo. Cartelloni pubblicitari, rosso su nero, recitavano un lifestyle oraziano senza che riuscissi a capirlo, privo della logica del life, ma pieno di style. In fondo sarei stato per sempre l'uomo senza timore della fine, perchè la fine mi aveva già bypassato dimenticandosi della mia pelle ruvida, incantata dal mio sonno privo di sogni. Il cielo torvo, appannato come gli specchi intimiditi dalla morte, silenzioso osservatore. Testimone omertoso dello sbaglio dei viventi. Una lacrima di luce mi rigò il volto, bruciando come la solitudine di notte. Urlai un gemito sommesso, un pianto di bambino. Il cielo si strappò in pioggia di diamanti, e ricoprì il mondo di ignoranza e benessere. Nulla più che un carpe diem, i carmina dei morti non possono essere ascoltati. |
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