| bebo's profileLa realtà D'ombraPhotosBlogLists | Help |
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January 28 OmbraUn ombra cicatriziale si stagliava nevrotica ed imponente sull'anima.
Dormiva agitata, respirando intensamente.
Ogni soffio un sussulto, ogni fremito un'emorragia.
Silente soffiava il vento, impercettibile sulla pelle bagnata.
Migliaia di rintocchi di pioggia sul viso,
permeavano oltre al fisico,
fradicio l'essere di marcia malinconia.
Nessun solievo senza l'abbandono alla brezza,
scomparsi i passaggi, uccisi dai coaguli di male.
Più l'anima brillava, più l'ombra distingueva i suoi contorni,
più lacrime rosse coprivano l'intimo
più l'ombra si ritirava, nel buio del cielo.
Non poteva scappare alla luce,
soffocando nelle lacrime quel fottuto Bianconiglio.
January 23 La legge del "no sense"Mi trovavo seduto su di un grosso bicchiere d'acqua, ghiacciata! Altrimenti non avrebbe sopportato il peso e sarebbe colata, bagnando irrimediabilmente il tappetto! In ogni caso il raffreddamento della zona perianale mi provocò un impulsiva ed irresistibile voglia di una mela caramellata, di quelle che i venditori ambulanti dispensano ai grassi bagnanti della costa adriatica.
Mi diressi quindi in cucina, aprii il freezer ed estrassi la bottiglia di Vodka. Versai in un bicchiere da birra, ora "da vodka". Ingurgitai tutto il vermentino velocemente, dimenticandomi del cocktail di birra e vodka che avevo appena preparato, sulla mensola del bagno.
Decisi quindi di uscire dalla sala dei giochi e lasciare il panettone nella credenza, avviarmi verso il giardino e riaccomodarmi sulla poltrona in balcone. Avevo proprio voglia di guardarmi un po' di telegiornali in tv.
Sfogliai quindi l'ultima pagina del libro, rimanendo deluso da quell'inizio poco promettente.
Suonarono alla porta nell'esatto momento in cui spensi la radio, incredbile! Il pollo era pronto, lo feci uscire dal forno con gentilezza e lo accomodai nella sua postazione, doveva fare uscire gli ospiti. Un branco di cinghiali busso alla radio, ed uscì dal televisore che aveva appena finito di bere uno schifosissimo drink "Vodka and Beer" preso chissà dove. Il tappeto si sdraiò a terra tutto bagnato. Aveva fatto la doccia con me il giorno prima, ma non voleva essere insaponato, diceva malinconico di avere la febbre. Le liane crescevano velocemente sulla testa del pollo, almeno così mi aveva assicurato l'ultimo ospite rimasto, prima di accomodarsi sulle scale, per dormire un' oretta, giusto per svegliarsi in tempo per Natale. Era un periodo strano, faceva insolitamente freddo per essere Luglio. Mi misi alla scrivania, accesi una pipa d'oppio e cominciai a scrivere.
Cominciò il sogno ed il racconto :
"Le stanze immobili mi stavano circondando, paranoico mi difendevo dalla nullità di quell'essere immutabile, immergendomi in una realtà onirica, di oggetti parlanti e tempo casuale. Le direzioni di quel sogno non erano lineari, ma frutto di uno spazio eccentrico e surreale. Il ventre singhiozzava, l'oppio mi stava distruggendo, una volta ancora, avrei dovuto fumare. Mai più sarei voluto tornare, in quel mondo di emozioni predicibili, albe e tramonti concatenate di colante banalità oleosa." January 15 Connaturata apoplessia nello scrivere.Quando leggendo le controindicazioni delle medicine che stai assumendo, ti assale la voglia di un iperdosaggio giustificato solo dal desiderio di guarire più velocemente...
Quando le benzodiazepine ti hanno rilassato a tal punto da farti perdere la percezione delle estremità, punta del naso compresa, non permettendoti più di capire quanta coca hai tirato su con l'ultima sniffata...
Quando,nel bagno della discoteca, accendi una sigaretta guardando il tuo stesso volto verdastro nello specchio, sudato e con gli occhi rossi dall'abuso di te stesso...
Quando un suono fastidioso, proveniente dalla realtà che ti circonda, estrane, interrompe come una lama il flusso dei tuoi pensieri, regolarizzando la tua percezione del tempo...
Quando ormai sei portato a scegliere l'opposto di ciò in cui credi, perchè ormai sembra che tutto sia sbagliato ed irrimediabilmente il caso ti riporta alla realtà con un' uguale anatema, dimostrandoti che qualsiasi ragionamento ti porti ad una scelta, sarà in ogni modo errato...
Quando la tua vicina di casa si chiama Atropo e il tuo coinquilino, padrone di casa vuole sfrattarti a casa di sua madre, che abita proprio a fianco a voi...
Beh... Domanda Jack hai pagato il conto?
Si gli ho spedito l'assegno per posta.
"Lessi tutto questo su di un antico volumetto che mio padre teneva in libreria, sul primo scaffale dellla sua stanza da bagno. Quei libri che si leggono miliardi di volte quando si è assediati dalla diarrea e si dimenticano nei periodi di alimentazione povera di fibre. Le pagine erano così ingiallite che credevo fosse caduto nel lavandino, prima di leggere la data di pubblicazione : 15 giugno 2064. Probabilmente l'iperidrosi di quel tempo non mi permetteva di affrontare la società come avrei dovuto e quelle poetiche e antipragmatiche letture mi permettevano di crearmi un mondo fittizzio ed intellettualoide nel quale rigugiarmi. Il gorilla del crodino suonò alla porta quel giorno, mi tirai su i pantaloni, rigorosamente senza lavarmi, misi il libercolo in tasca ed andai ad aprire. Lo liquidai con la solita frase rafforzata dagli occhi gonfi -Sono un alcolista, l'unico analcolico che bevo è l'acqua, se derivante dal ghiaccio sciolto nel mio whiskey!. Ovviemtne non era assolutamente vero, bevevo normalmente un litro e emzzo d'acqua al giorno più 2 o 3 caffè. Ma probabilmente non esisteva neanche quel gorilla, perciò ci avrebbe creduto. Quello che importava allora era il libretto e le barzellette di totò che in esso erano contenute..." January 04 Rinuncia del nullaSotto quel cielo incendiato, di cartoline fatte con dita screpolate dal freddo, ho visto i tuoi occhi spegnere le certezze, tra ciglia ed incanto, dal profumo del mare. Sigarette spente per sempre, si riaccendono in questo eterno presente di noi, versi declamati al vento e perduti oltre l'orizzonte, circumnavigando il passato tornano a facendo vibrare i nosri spiriti. La linearità del tempo è ormai spezzata. e' la proiezione di noi che mi trascina avanti, nel susseguirsi degli eventi, interpretando i sorrisi e le lacrime, non riesco a leggere nella tua mente. Entri in me e calano le difese, siamo nostri completamente. Un morboso senso di oppressione cola dal cielo ormai impastellato di ricordi a scacchiera e di proiezioni annebbiate. Sono felice di poterti tenere per mano, quando le nostre anime volano, singolarmente, tra le nostre paure.
Un mare di stelle riflesse ci accompagna nel viaggio verso casa. Tutto è come prima, con emozioni nell'essere, imprigionato nel tuo mondo.
Non potrei amarti più di così, a denti stretti rinunciando alle rinuncie. |
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